22.9.05

Il fuoco




Il mio corpo trema,
ho lo stomaco chiuso,
una pressione forte sul cuore,
la vista mi gioca brutti scherzi
fatico a tenere gli occhi aperti!
Forti fitte alla testa...
Osservo.
Chiudo gli occhi,
e con essi mi si chiudono anche le orecchie.
Caldo...
caldo... le mie mani diventano di fuoco
e si sciolgono, si fondono.
Il cuore sembra andare in mille pezzi,
la schiena brucia, brucia, brucia.......
Le radici di un albero ben piantato nel terreno mi affondano nella terra...
Cerchi di fuoco danzano in direzioni diverse...
Non sento più il corpo, c'è tanto spazio ora.

20.9.05

Il buio



Improvviso cala il buio.... mi disorienta, paralizza.
Mi muovo nella stanza cercando nei ricordi...
incerta l'attraverso,
tre gradini mi separano dall'esterno...
un mondo che non posso piu' vedere, ma non posso ignorare!
Sono investita da una folata di vento.
Lo sento freddo sul viso, vorrei coprirmi ma non lo faccio.
Il vento mi sta aiutando... mi insegna la direzione.
Il sole...
mi sta scaldando la guancia sinistra, mi sposto di qualche passo
verso destra e ora scalda anche il braccio e la mano sinistri....
c'è sicuramente un ostacolo alto da quella parte!
Mi sposto nuovamente e vado a toccare... un muro.
Ricordo... se lo costeggio fino in fondo arrivo in un'altra stanza.
Un passo, due, tre, otto, ventuno...
Quanto è lungo! Da quanto tempo sto camminando?
Che ore sono? Tutte domande che non hanno risposta.
Spazio, tempo hanno un'altra "misura".
Mi accendo una sigaretta senza scottarmi. Aspiro...
ma queste non sono le solite sigarette, diverso questo fumo.
Ho fame.
Finalmente a tavola... che profumo invitante!
Uso forchetta e coltello? Quasi quasi mangio con le mani....
I gusti sono esaltati.
Ora mi serve il coltello.... ma dove l'ho messo?
Le mie mani lo cercano attorno al piatto ma non lo trovano.
Dov'è andato a finire?
Ecco cos'era quel rumore... il coltello dev'essere caduto.
Caffè? cerco una tazza, prendo la caffettiera e inizio a versarlo.
Ma quanto verso?
Devo lavarmi le mani. Salgo le scale... mi ricordo che in cima c'è un lavandino.
Lo trovo subito. Facile.
Ma se fossi in un supermercato?
Se fossi in un luogo che non ho mai visitato?
Se dovessi incontrare degli amici?
Sono domande che rimangono senza risposta perchè questi gesti
fanno parte della quotidianità di un normovedente...
Al buio senti che ogni attimo è lì, diverso, tutto da vivere dove
nulla è scontato.
Tra poco i miei occhi potranno nuovamente vedere e ritornare ad essere
degli autentici predatori!

14.9.05

Un nuovo giorno


.... domani la giornata sarà piena, ho tante cose da sbrigare, se voglio portare a termine tutto quanto mi sono prevista, devo alzarmi prima!
Cosi' decido di impostare la sveglia alle 5.30.
La suoneria oscena mi toglie dal sogno in un attimo. Cinque minuti dopo sto già bevendo il caffè e fumando la sigaretta.
Un paio di movimenti per svegliare il corpo e ....... apro la porta finestra, sono in giardino.
E' ancora buio, ma qualcosa mi porta a scrutare il nascere del nuovo giorno... osservo.
I colori cambiano ogni attimo, le montagne sembrano respirare profondamente, l'aria è frizzante e fresca, quasi troppo per i miei gusti.
Gli uccelli cinguettano, (ma che casino stanno facendo) il suono delle campane mette in agitazione il cane del vicino che puntualmente si mette ad ululare. Quando lo fa di domenica, giorno in cui mi concedo un paio d'ore in piu' di sonno, non mi è per nulla simpatico!
Una leggera brezza si diverte a giocare con le foglie della palma. Simpatico sto brusio, cambia
tonalità ogni volta che arriva una folata di vento.
Da lontano arriva il rumore della città che si sta mettendo in moto ........
e poi la luce!
Il nuovo giorno è qui e io ne posso assaporare l'inizio.
Osservo il cielo, sembra fatto a strati, come teli di seta di colori diversi che a turni si sovrappongono. Non posso togliere lo sguardo da questo incanto che mi sta scoppiando dentro. Mi sorprendo a pregare.... non lo facevo piu' da parecchio tempo.
Mi sale un'emozione fortissima, gli occhi mi si inumidiscono e il corpo è invaso da una sensazione di pienezza. TUTTO è in quell'istante!

7.9.05

Sembrava una giornata qualunque



La sveglia suona........ ancora due minuti. Risuona..... adesso mi alzo! Guardo l'orologio.... cavoli sono in ritardo, in mezz'ora non ce la faccio ad essere in ufficio. Il gatto reclama la sua colazione...... ho capito che hai fame, non hai bisogno di farlo sapere al mondo intero (tradotto - ma quanto rompi)! Mi fiondo sotto la doccia, mi vesto, chiudo tutto e partenza.... non ho neanche bevuto il caffé. Il traffico è scorrevole... gentile, mi lascia passare e in cinque minuti sono già seduta alla scrivania. Accendo il pc....... ho bisogno di un caffè. La giornata scorre veloce, problemi con le forniture e clienti arroganti, piccole battaglie da sostenere... sono le quattro e non ho ancora messo fuori il naso da questo posto. Sembrava una giornata qualunque, fino a quando ho ricevuto l'ultima telefonata. Era un collega, appena partito per le vacanze. Devo organizzare turni di lavoro diversi per settimana prossima; l'ufficio deve essere coperto in ogni reparto.... La sua voce trema, non ha parole, lui é sempre cosi' sicuro di sè. E poi la notizia: mia sorella, che lavora con me, deve essere ricoverata per 3 giorni.... Perchè non mi ha chiamata lei?...... Che cosa sta succedendo? Le telefono e in lacrime mi dice che le hanno trovato un polipo. Sono bastate due parole per riportare i miei pensieri a papà: anche a lui l'avevano diagnosticato, tardi ormai.... Merda. Le parole mi si strozzano in gola, fanno fatica a uscire. Poche domande senza risposte; bisogna aspettare dopo l'intervento.... mi manca l'aria qui dentro, devo uscire. Fumo una sigaretta. Ciao ci vediamo domani. Una miriade di pensieri che si accavallavano hanno invaso la mia mente.... adesso capisco certi segnali che mi sembravano senza senso. Grazie Michael per questa serata; é arrivato il momento di "accorciare la distanza".... questo rapporto fraterno é da troppo tempo in "stand bye".

4.9.05

Chi sei?



Paura subdola,
non avevi forma che potevo riconoscere,
non ti sentivo nemmeno,
eppure da qualche parte stavi nascosta
perchè mi avevi ridotto lo spazio della comunicazione e .... della vita.
Come una nebbia avevi offuscato la mia mente
togliendomi chiarezza.
Per te avevo smesso di parlare con me stessa.
Sono venuta a cercarti, volevo distruggerti, cancellarti in un batter d'ali
ma come un boomerang ritornavi al tuo posto.
Ho dovuto accettarti, lasciarti scorrere....
solo cosi ho potuto fare spazio per il nuovo.