Il mandala: immagine del sé

A tutti quelli che cercano, che hanno la passione del disegno e dei colori, dedico queste righe....
Fu Carl Gustav Jung, il grande psicologo svizzero, ad applicare la parola sanscrita mandala ai disegni circolari tracciati da lui e dai suoi pazienti. Mandala significa centro, circonferenza o cerchio magico. Jung vide in questi disegni la simbolizzazione della psiche umana, alla quale possiamo avvicinarci, pur non conoscendone l’essenza, attraverso la contemplazione di immagini che comunicano un sentimento di serenità, di ordine e di senso. Il mandala è associato al Sé, il centro della totalità della personalità, è una sorta di punto centrale all’interno dell’anima, al quale tutto è rapportato, dal quale tutto è ordinato e il quale è al tempo stesso fonte di energia (il Divino in noi).
Dove nasce il mandala?
Il simbolo del cerchio appartiene ai primordi della storia umana. Graffiti rupestri preistorici in Africa, Europa e Nord America mostrano i motivi del cerchio e della spirale.
Che cosa, tra le conoscenze dell’uomo può aiutarci a spiegare la scelta del cerchio come simbolo carico di significato?
Se consideriamo la nostra storia biologica, noi deriviamo da un piccolo uovo rotondo appeso nell’utero materno. L’utero ci avvolge come uno spazio sferico. Alla nascita, una serie di fasci muscolari circolari ci sospinge attraverso la forma tubolare del canale uterino e usciamo nel mondo attraverso un’apertura circolare. Una volta nati, ci ritroviamo su un pianeta di forma sferoidale che segue un’orbita circolare attorno al sole. Ancorati alla terra dalla forza di gravità, non siamo consci della rotazione, ma il nostro corpo lo sa. L’esperienza subliminale del movimento circolare, così come il ricordo della vita intrauterina, sono iscritti nel nostro corpo. Siamo perciò predisposti a reagire alla forma circolare e condividiamo questa predisposizione con tutta l’umanità presente e passata.
Nella dimensione religiosa il mandala è sostanzialmente un cerchio che rappresenta una sintesi simbolica dello spazio cosmico, al cui centro si situa la Divinità. Molti riti religiosi iniziano tracciando un cerchio sacro. Le sacerdotesse vodoo disegnano un cerchio per terra per evocare gli dèi. Alcune cerimonie ricorrono al movimento circolare per indurre uno stato d’estasi. Gli eschimesi incidono un cerchio nella pietra con movimenti ripetitivi e sempre uguali per stimolare uno stato di trance. Il guaritore Navaho, per curare un malato, livella un tratto circolare di terra e disegna e dipinge un mandala con sabbia colorata. Terminato il disegno, il malato viene deposto al centro. Lo spazio all’interno del cerchio rituale diventa uno spazio sacro.
Il cerchio può tuttavia essere contenuto in un quadrato e contenere a sua volta altre figure, come accade in varie tradizioni religiose (induismo, buddhismo, tibetano, etc.).
I mandala tibetani, ad esempio, comprendono le forme del cerchio e del quadrato, altre una schiera di figure, simboli e motivi ornamentali. Nel quadrato si riconosce la struttura di una fortezza con quattro portali e ogni portale è custodito da una feroce divinità o demone che rappresenta un aspetto del sé che bisogna affrontare prima di potersi avvicinare al centro: l’attaccamento, l’avidità, la prepotenza, la paura. Il simbolo della divinità occupa il cerchio centrale. Il mandala funge da mappa di una realtà interiore che guida e favorisce lo sviluppo psicologico di chi desidera progredire nella consapevolezza spiriturale. E’ un aiuto visivo alla meditazione.
L’uso del mandala come aiuto visivo per ottenere stati mentali desiderabili è testimoniato anche in Europa. Ne abbiamo splendidi esempi nei rosoni delle cattedrali gotiche, che catturano l’occhio abbagliando con un senso di armonia e reverente elevazione.
Le chiese medioevali avevano spesso, sul pavimento davanti all’entrata, un labirinto circolare a mosaico.
L’esperienza del mandala non è dunque solo una pratica religiosa di antica origine, presente nelle culture di tutti i continenti, ma è anche un mezzo modernissimo di autoformazione e di crescita personale.
1a. parte




1 Comments:
Io cercavo foto su mandala, ma se voi non le avete ciao!!!!!!
5:05 PM
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